Diritto all’Oblio: Trump contro le fake news

0
145

E’ di pochi giorni fa la notizia che vedrebbe il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sul piede di guerra contro i colossi del web Google, Twitter e Facebook. Il problema della diffusione dei dati personali sul web è giunto anche negli States: se in Europa si è cercato di correre ai ripari con il nuovo Regolamento UE/679/2016 (G.D.P.R., General Data Protection Regulation) in materia di protezione dei dati personali, in America Google & co. godono di una maggiore libertà nell’utilizzo delle informazioni dei loro utenti.

Non stupisce quindi che il Presidente americano abbia lanciato l’allarme: tra fake news, web reputation e Diritto all’oblio, la tutela degli utenti in rete rappresenta un punto centrale nelle politiche nazionali dei Paesi più tecnologici. In Italia, ad esempio, il clamore mediatico suscitato dal GDPR (divenuto direttamente applicabile sul territorio degli Stati membri dallo scorso 25 maggio) ha contribuito ad informare e – soprattutto – avvisare anche gli utenti meno esperti sui pericoli di un incontrollato trattamento dei dati sul web. Il Diritto all’oblio (ovvero alla cancellazione delle informazioni personali dalla rete) è divenuto parte del nostro linguaggio comune: quando il trattamento dei dati non risponde ad un superiore interesse pubblico, in assenza di un consenso espresso dell’interessato la pubblicazione online degli stessi deve ritenersi illegittima. La procedura per la rimozione di informazioni personali da Google (o, più in generale, sui singoli siti che ogni giorno vengono visitati da milioni di utenti) inizia con l’invio di una richiesta di cancellazione al Titolare del trattamento designato (per trovarlo sarà sufficiente consultare la Privacy Policy presente per legge in ogni sito web); in caso di risposta negativa, per ottenere la tutela dei propri diritti l’interessato potrà decidere di rivolgersi all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali o, in alternativa, alla competente Autorità giudiziaria, eventualmente chiedendo a quest’ultima di pronunciarsi anche sulla domanda di risarcimento dei danni subiti a causa del trattamento illecito.

Al Diritto all’oblio (in inglese “right to be forgotten”) è stato finalmente riconosciuto il valore di diritto centrale nella disciplina in materia di Privacy e protezione dei dati contro il loro indiscriminato uso sul web. Con l’art. 17 GDPR il diritto alla cancellazione è stato ufficialmente riconosciuto negli ordinamenti di gran parte degli Stati UE – Italia compresa – così da permettere a tutti gli interessati di “ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here