Classificazione delle sirtuine e ruolo fisiologico

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La ricerca scientifica degli ultimi anni sta investendo fondi ed energie per ampliare le nostre conoscenze su alcune famiglie di proteine che sembrerebbero svolgere dei ruoli essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Un tema della ricerca scientifica moderna è quello dell’invecchiamento biologico e l’interesse riscosso ha portato ad aumentare gli studi sulle sirtuine sirt, una famiglia di proteine associate – tra le varie azioni svolte – proprio al fenomeno dell’invecchiamento.

Classificazione delle sirtuine

Per la classificazione delle sirtuine si è deciso di utilizzare la sequenza amminoacidica, scelta che ha portato a definire quattro classi. Alla classe I appartengono Sirt1, Sirt 2 e Sirt3, alla classe II Sirt4, alla classe III Sirt5 ed infine alla classe IV Sirt6 e Sirt7.

Queste proteine hanno delle localizzazioni differenti e si possono ritrovare nel nucleo, nel mitocondrio o nel citoplasma. Alcune proteine hanno anche più di una localizzazione, ad esempio Sirt1 e Sirt2 si ritrovano sia nel nucleo che nel citoplasma.

E’ probabile che esistano anche altri membri della famiglia delle sirtuine che aspettano di essere individuati. Per il momento abbiamo conoscenza solo di queste sette proteine e di parte delle azioni che svolgono nel nostro organismo.

Qual è il ruolo fisiologico di queste proteine?

Le sirtuine hanno recettori localizzati sulla maggior parte degli organi e dei tessuti del nostro organismo e si è dunque ipotizzata la capacità di svolgere funzioni differenti. I risultati degli studi condotti fino ad oggi hanno consentito di individuare alcune delle azioni di queste proteine, ma i ricercatori sono convinti che ci sia ancora molto da imparare sulle sirtuine, motivo per cui la ricerca prosegue senza sosta.

La popolarità di queste proteine è cresciuta quando si è scoperto che potrebbero avere un ruolo nell’invecchiamento biologico. Partendo da una serie di osservazioni biologiche sulle proteine come fattori alla base della longevità, la ricerca sull’uomo ha dimostrato che la produzione di sirtuine si riduce con l’età, iniziando a calare dopo i trentacinque anni per poi azzerarsi una volta superati i sessanta.

Sembra che le sirtuine possano svolgere anche un ruolo nel controllo della secrezione di insulina, ormone fondamentale per la gestione dei livelli di glicemia. Proprio per il ruolo sulla secrezione di questo ormone si stanno conducendo delle ricerche per capire se sia possibile impiegare le sirtuine nella terapia del diabete mellito.

Si stanno facendo delle ricerche anche sulla possibile relazione tra sirtuine e malattie neurodegenerative. Nello specifico la Sirt1 dovrebbe incrementare l’espressione di ADAM10, enzima che si occuperebbe di ridurre la produzione di beta-amiloide, la quale risulta essere aumentata nei pazienti con malattia di Alzheimer. Inoltre l’enzima ADAM10 dovrebbe anche essere in grado di dare il segnale iniziale per l’avvio della via di segnalazione Notch, importante perché contribuirebbe alla riparazione dei danni dei neuroni.

 

 

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