Le Olimpiadi di Rio non verranno annullate. Nonostante Zika

Il Capo di Stato Maggiore del Brasile, Jaques Wagner, ha affermato che non c’è alcuna possibilità che i Giochi Olimpici di Rio che si terranno il prossimo agosto vengano annullati a causa dello scoppio del virus Zika. Il virus, si sta diffondendo rapidamente in tutto il paese sudamericano.

Dobbiamo spiegare a coloro che vengono in Brasile, agli atleti, che il rischio è pari a zero se non si è una donna incinta“, ha detto Wagner ai giornalisti lunedì scorso. Il funzionario ha aggiunto che il governo è preoccupato per l’impatto del virus sulle Olimpiadi di Rio, ma ha detto che ci saranno campagne di informazione sul virus che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato una emergenza sanitaria globale.

Trasmesso dalle zanzare, il virus si è diffuso rapidamente in tutta l’America. Le donne incinte sono quelli più a rischio se lo contraggono, perché è stato collegato a casi di microcefalia, una condizione in cui il bambino nasce con testa e cervello più piccole del normale.

Il ministro della Salute del Brasile, Marcelo Castro, ha ammesso che l’epidemia Zika nello stato sudamericano è peggio di quanto si pensasse e ha confermato il legame tra il virus e la microcefalia nei feti.

In un’intervista rilasciata alla Reuters, Castro ha spiegato che la ragione per cui il governo non ha valutato l’entità del problema è che nell’80% dei casi i pazienti non mostrano alcun sintomo, per cui i loro casi non vengono segnalati come una malattia causata da Zika.

Egli ha annunciato che a partire dalla prossima settimana il Brasile inizierà a richiedere la segnalazione obbligatoria dei casi Zika da parte dei governi locali e regionali al fine di ottenere una registrazione accurata delle persone colpite.

Ha anche indicato che i ricercatori brasiliani sono convinti che Zika è la causa di microcefalia di 3.700 bambini nati da madri infette, anche se l’OMS non ha ancora stabilito questo collegamento.

Le Olimpiadi di Rio rappresentano la più grande opportunità nel 2016 per il Brasile di sostenere la propria economia in difficoltà.

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