La disoccupazione è alta? I robot la porteranno al 50%

Presto, il film Io Robot con Will Smith potrebbe diventare realtà.

Nel 2045, infatti, i robot saranno parte integrante della società. Un sogno ad occhi aperti, per tutti gli appassionati di fantascienza. Eppure, non saranno tutte rose e fiori, tutt’altro: i robot sostituiranno gli esseri umani nella maggior parte dei lavori, determinando un aumento della disoccupazione tale da superare il 50%.

Moshe Vardi, esperto di informatica della Rice University in Texas ha parlato di questa concreta possibilità a Washinghton in occasione del Convegno per l’Avanzamento delle Scienze..

Il dubbio sorge dunque spontaneo: la tecnologia robotica porterà benefici al genere umano o il gioco non vale la candela? Vardi, durante il suo intervento, ha posto questo interrogativo alla comunità scientifica internazionale, non mancando di esprimere le sue personali perplessità a riguardo:”La risposta tipica è che se le macchine faranno il nostro lavoro, allora avremo più tempo libero per fare ciò che ci piace, ma non penso che sia una prospettiva allettante. Credo che il lavoro sia essenziale per il benessere dell’uomo”.

L’opinione di Filippo Cavallo, docente presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed esperto di robotica sociale, è differente. Lo studioso italiano vede infatti i robot come un’opportunità e non come una minaccia: ‘‘Nei prossimi 30 anni le macchine non saranno in grado di sostituire completamente l’attività dell’uomo, ma la loro presenza al nostro fianco ci libererà dalle attività più manuali e ripetitive, permettendoci di rendere più ‘umano’ il nostro lavoro”.

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