Alla scoperta della graziosa Corinaldo

Corinaldo, è un  piccolo ma affascinante borgo medievale che ha dato i natali a Santa Mara Goretti, situato a pochi km da Senigallia. E’ ancora oggi un luogo intatto, immerso nel verde delle colline marchigiane.

L’attuale perimetro risale al 1367 e venne ampliato tra il 1480 ed il 1490 con l’intervento del famoso architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Diifesa da una intatta cerchia di mura fra le meglio conservate delle Marche, è uno straordinario esempio di architettura militare. Un chilometro circa di fortificazioni intervallate da porte bastionate, poderosi baluardi poligonali, torrioni circolari e pentagonali, guardiole e piombatoi.

In questa suggestiva città si trovano numerosi ed importanti monumenti, per lo più barocchi e neoclassici: le chiese sei-settecentesche del Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti, del Suffragio e dell’Addolorata, i pregevoli palazzi signorili dei secoli XVI-XVIII; inoltre facilmente raggiungibili all’esterno delle mura: la collegiata di San Francesco, la chiesa di Sant’Anna, il Santuario dell’Incancellata e l’interessante basilica paleocristiana della Madonna del Piano, ornata da affreschi del quattro-cinquecento. Di grande rilevanza anche il patrimonio artistico, disseminato nei luoghi di culto, nelle civiche residenze e nella raccolta d’arte Claudio Ridolfi.

Per tutte le Marche ed anche oltre i confini della regione, Corinaldo  fu per lungo tempo scherzosamente noto come “il paese dei matti”.

Qualche esempio di follia locale? La storia più celebre è quella del Pozzo della Polenta.  Si narra che nel quattrocento il tiranno del borgo – Antonello Accattabriga – fece costruire un pozzo proprio in mezzo alla strada principale, la via della Piaggia (si chiama ancora così), impervia con più di 100 scalini. Un pover’uomo, con un sacco di farina sulle spalle, giunto stanco nei pressi del pozzo, appoggiò il sacco sul bordo per riprendere fiato ma questo si scucì e tutta la farina finì nel pozzo.Per rimediare alla inopportuna perdita cercò di recuperarlo calandosi nel pozzo, ma non sapeva che sarebbe andato incontro alle malelingue delle donne del paese. Queste ultime infatti non vedendolo risalire iniziarono a dire che aveva preferito rimanere giù a mangiarsi tutta la polenta..

Da qui deriva l’appellativo “polentari” che fu affibbiato ai cittadini di Corinaldo

Proprio a questa vicenda è dedicata la più famosa festa del paese: la Contesa del pozzo della Polenta, che si svolge ogni anno nel mese di luglio.

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